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Utente: ArturBlord
Nome: Artur Blord
Lady Tristezza ti prego, non ti voltare e non cercare di ingannarmi, con lo sguardo, perché non accetterò giudizi, stavolta, se non quello del cuore. Rilassati, Lady Tristezza, di me ti puoi fidare: io sono colui che ti consacrò la notte. Davvero non ti ricordi di me? Conosco la vita, che celi nell'anima, perché ne sono stato il testimone principe. Non mi sottovalutare: io fui complice dei tuoi segreti. Non ti puoi nascondere a me. Né farmi credere che tutto sia andato perduto... Scrollati, Lady Tristezza, è dentro di te la battaglia più importante. Quella che, da troppo tempo, cerchi di evitare. Ma a cui, comunque, non potrai sfuggire. Oppure, davvero, perderai tutto il tesoro che custodisci con mortificante ermetismo nelle riservatissime tue profondità, inarrivabili, dei sentimenti e che non vuoi più condividere. Convinta, in questo modo, di ripararti dalle ferite della vita... Non vedi che t'inganni? Non vedi quanta gente, esausta, ignara dei segreti, tuoi e meravigliosi, finirà per rinunciare, proprio sulla soglia di una porta, quella del tuo cuore, chiusa da troppo tempo e invano? Forse vaneggio, ubriaco dei ricordi e delle speranze di una ragazza che non c'è più. Forse davvero non sei più tu, Lady Tristezza, la ragazza alla quale, una notte che fu, offrii la stessa mia vita e forse anch'io, come te, mi dovrò rassegnare prima o poi... Scusami Lady Tristezza forse t'ho disturbata per niente. Ma valeva la pena di tentare un'ultima volta, prima di arrendermi, sconfitto da un nemico, senza volto né identità, ma abbastanza potente da soffocarmi, inesorabile, un pezzo di cuore: quello con i tuoi sorrisi, così luminosi, un tempo, che mai, avrei detto, sarebbero affogati nell'ombra. Quell'ombra scura che da troppo tempo, ormai, ti vela gli occhi Lady Tristezza... Anche adesso.

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Il Pozzo degli Dei



Nel 1974, durante uno scavo archeologico in Iraq, a circa 40 chilometri a sud-est di Baghdad, viene scoperta una stele scolpita con strani simboli che sembrano essere la conferma dell'esistenza di un antico alfabeto babilonese usato nel 2200 a.C. prima della fondazione della dinastia arronita (200 a.C.).
Dopo tre anni di studi l'archeologo inglese John Taylor riesce a tradurre parzialmente le iscrizioni della stele con l'aiuto del suo assistente Alan Deep e grazie a successivi ritrovamenti di altri reperti.
Il luogo degli scavi si rivelò presto una sorta di archivio di un ricco mercante: vennero ritrovate numerose tavolette di argilla recanti incise notizie sui bilanci mensili e annuali dei suoi affari.
La stele invece sembra essere un'opera commissionata dal sovrano ad un famoso artista scalpellino il quale l'aveva affidata al mercante per il trasporto.
Le iscrizioni sulla stele riguardano un luogo mitologico: il "Pozzo degli Dei".

La completa decifrazione delle scritture portò all'apertura di nuovi scavi nei pressi dell'antica Lagash alla ricerca del tempio in onore del dio Assur che custodisce il Pozzo.
La leggenda vuole che è proprio attraverso quel pozzo che Assur, Marduck, Shamash, Ishtar, Enlil, Ea, Anu e Sin arrivarono sulla terra all'origine dei tempi e da lì diedero origine al mondo come oggi lo vediamo: Anu creò il cielo, Enlil l'aria, Ea l'acqua, Shamash il sole, Sin la luna, Ishtar le stelle, Marduck diede fertilità alla terra.
Ogni Dio dopo aver dato al mondo una parte del suo essere è ritornato nella Terra degli Dei attraverso il Pozzo, mentre Assur è rimasto sulla terra a guardia del Pozzo.

Le iscrizioni sulla stele erano molto precise e il tempio fu ritrovato e completamente portato alla luce in due soli anni.
Durante i pazienti scavi per liberare l'ingresso del tempio vengono scoperte altre iscrizioni che raccontano con molti particolari l'operato degli dei nei loro atti creativi come se chi raccontava quelle vicende le avesse vissute veramente.
Liberato l'ingresso cinque studiosi entrarono nel tempio per esplorare il suo interno, erano Taylor, Deep, Brown, McEwan e Al Shavez.
L'interno è molto grande, le pareti decorate, un altare di pietra al centro della grande sala, due corridoi entrano nella montagna e conducono in una sala interna con un grande buco nel terreno recintato con un muro alto poco più di un metro e tante panche ti pietra disposte su tre file tutto intorno al Pozzo.
Mentre Taylor sta esplorando il Pozzo una scossa di terremoto scuote l'intera montagna e questi cade nel vuoto lasciando di sé solo l'eco di un urlo agghiacciante mentre sulle facce degli altri si alternano espressioni di stupore e di paura.
Quando il giorno seguente ripresero i lavori e l'esame degli studiosi fu con totale sbigottimento che si accorsero che al posto del Pozzo ora c'era una statua raffigurante proprio Taylor con abiti primitivi in atteggiamento sofferente stringendo in mano un anfora decorata con simboli indecifrabili.

Cosa era successo ?

Vorticare di idee, lampi, schianti improvvisi, irrompono nella mente che si ribella a queste dolorose intrusioni e vorrebbe tornare indietro.

Indietro? Dove?  Indietro!

Squarci si aprono nelle tenebre che circondano i ricordi che pian piano iniziano a fluire.
"Ma cos'è accaduto", mormora il Dott. Taylor, mentre, pian piano riacquista il controllo del proprio corpo.
Il dolore si impadronisce di lui, ed è insopportabile, ma è solo un attimo, poi, lentamente si affievolisce, lasciandolo spossato.
Cautamente si muove, il dolore non aumenta, la prima sensazione di sollievo è, pero', subito spenta dall'angoscia che sgorga, improvvisa, quando si rende conto dell'estranieta' della situazione in cui si trova.
"Cos'è accaduto", mormora fra se nuovamente, poi il ricordo diviene piu' forte, si concretizza, gli avvenimenti precedenti, gli anni spesi per decifrare la stele, la spedizione, gli scavi, il tempio, il pozzo.........

Si si il pozzo
.

Ecco, la memoria è tornata, il Pozzo degli Dei, ora ricorda come si trovasse sporto sul basso muretto del pozzo ritrovato, cercando di scrutare nelle tenebre sottostanti, il buio interrotto da quel lieve baluginio, scorto e non scorto, che lo portarono a sporgersi di piu'.
Poi la scossa, l'avvertimento, tardivo degli amici, la mano in fallo, la caduta, il folle tentativo di aggrapparsi a qualcosa che non c'è, e l'urlo.

Si l'urlo che gli risuona ancora nelle orecchie, estraneo, come se provenisse dall'alto e anche dal basso, l'urlo, che ora, si rende conto, proveniva dalla sua bocca mentre precipitava.

Precipitava!!......

Istintivamente solleva gli occhi in alto, dove dovrebbe essere l'imboccatura del pozzo, ma quello che vede gleli fa' strabuzzare.
Volte ricoperte d'oro, luccicano nella penombra rischiarata da fievoli torce allineate alle mura del tempio.

Il Tempio spoglio, polveroso, ingombro di macerie, ora è uno splendido luogo ricoperto di marmi e metalli preziosi, i sedili sono davanti a lui, splendidi scranni in attesa di chissà quali Sacerdoti,
Si rende conto solo ora di essere poggiato al muretto del pozzo che ora è alle sue spalle, una grata d'oro ne ricopre la cavità.
La sua mente, attonita, sembra scoppiare, tutto gli gira intorno, mentre cerca di capire, di accettare una situazione tanto irreale.
"Sono morto o stò delirando per le ferite riportate nella caduta", pensa, e cerca, nel frattempo di attenuare il tremito che lo percorre.
"Ma tutto questo sembra così reale", esclama, mentre cerca di rimettersi in piedi, poggiandosi al muretto.
Poi, accettando tutto come in un sogno, cerca di focalizzare l'ambiente che lo circonda, si stropiccia gli occhi come per esorcizzare e cancellare la visione che si mostra, superba ed inquietante, in tutta la sua, barbara ed eppur raffinata, bellezza.

La sua mentalità di studioso prende il sopravvento sull'irrealta' della situazione ed accantonando i dubbi, inizia ad esplorare dapprima visivamente, poi spostandosi, questa sala così immensa.
Ancora perplesso ed impaurito gira intorno al pozzo, cercando di scrutarne le profondità celate, pero', dalla grata che gli impedisce qualsiasi visione.
Affannosamente, cerca di sollevarne il bordo, ma si rende quasi subito che è un'impresa impossibile.
Scorge qualcosa dall'altra parte del Tempio, sembra un simulacro, una statua antropomorfa posta vicino al bordo, anzi quasi ne facesse parte e lo completasse.
La curiosità prende il sopravvento sulla paura, ma, avvicinandosi, si rende conto, anche, che di fronte alla statua vi è un vano riccamente decorato, esso circonda una porta in metallo scuro con grandi borchie e pannelli scolpiti con gli stessi segni della stele e degli altri reperti.

Ora è piu' vicino e si rende conto che da sotto la porta scaturisce una lama di luce.
Dapprima pensa ad altre torce.
Poi si rende conto che è quella del sole.
Dunque siamo di giorno, pensa, catalogando l'informazione nella sua testa.
Ora è vicino alla statua.

Un arcana bellezza emana da essa, e nel contempo si rende conto di non riuscire a capire il materiale che la compone.
Stà per sfiorarla, quando, all'improvviso, vi sono rumori presso la porta, si sentono voci, canti.
Il panico l'assale di nuovo, la porta si apre di schianto, riversando all'interno del Tempio un fiotto di luce diurna.
Sagome si stagliano nel vano illuminato, lui cerca, istintivamente, di nascondersi.
Fà per girarsi e, all'improvviso, si rende conto che la statua ora lo sta' fissando con un ghigno malefico stampato su quel viso, dapprima celestiale.

L'urlo sale alto mentre, ancora una volta, sembra non rendersi conto che è lui stesso ad emetterlo, la mente inizia nuovamente a vorticare, il sangue romba nelle sue orecchie, gli sembra di morire, poi d'improvviso, in un ultimo gesto di autodifesa, si copre il volto con le mani e cade svenuto.


postato da: ArturBlord alle ore 07:07 | link | commenti (1)
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Commenti
#1    28 Febbraio 2007 - 06:30
 
lady tristezza...ha passato a trovarti, troppo tardi. Tu che hai custodito i miei segreti...
Mi manchi... perdonami.
utente anonimo

Commenti